Idee e Movimento, Peppe Capone: "Nati per dare concretezza alle idee"

Felice Massimo De Falco • 24 aprile 2023

"Mi soffermo sui temi della viabilità, sulla sicurezza e sulla movida che poi sono collegati tra di loro. Bisogna coniugare la grande opportunità dell’indotto commerciale con quello della sicurezza e della viabilità. Bisogna finire di completare i progetti che erano nel nostro cantiere. Altro tema importante è la realizzazione di un incubatore di imprese, start-up nel settore industriale e bisogna tessere un grande rapporto con la grande realtà industriale che c’è sul nostro territorio. E’ necessario poi tenere un rapporto costante col mondo del commercio e con le associazioni del territorio, come i professionisti. Pomigliano annovera grandi professionalità che possono dare il loro contributo. Un altro punto importante sarà tenere buoni rapporti con i livelli sovra-territoriali, una filiera istituzionale con la città metropolitana, la Regione e il Governo"

Giuseppe “Peppe” Capone, è stimato avvocato, docente di Diritto ed Economia, marito e padre. Di radici democristiane, ha il “vizio” della politica sin da ragazzo per la quale dedica gran parte delle sue giornate in infiniti ed acuti ragionamenti attorno alle faccende della cosa pubblica. Figlio d'arte, abile oratore, è’ stato per due mandati consigliere comunale e capogruppo di maggioranza del partito più forte, ha avuto un breve trascorso come consigliere metropolitano e soprattutto tratta la politica come se fosse un’opera preziosa. Si candida al consiglio comunale per Idee e Movimento con Lello Russo sindaco.


Si dice che sulla carta la sua lista è la più forte della coalizione. Aumentano gli oneri o la gloria?


Il primo augurio che mi faccio è che la mia lista, Idee e Movimento, sia tra le più votate. Posso confermare che è una lista molto competitiva perché è composta da persone di grande esperienza amministrativa, ci sono ex assessori e consiglieri comunali di lungo corso. Ci tengo a sottolineare che la nostra non è solo un’aggregazione elettorale ma è il frutto di un lavoro che parte due anni fa, con un’incessante abnegazione attorno ai problemi della città attraverso il confronto. E’ il risultato di un gruppo di donne e di uomini che avevano riferimenti istituzionali in Mimmo Leone ed Elvira Romano, ma poi si è arricchita anche del contributo di altre figure come me ed altri, un plusvalore in termini di esperienza.


- Finita la fase dell’entusiasmo, se si vince, ci sarà da confrontarsi con la realtà. Quali problemi annovera?


Amministrare una città non è cosa semplice, finita la fase dell’auspicabile entusiasmo, dovrà esserci una seconda fase che è quella di confrontarsi con la realtà con i tanti problemi che ci sono nella nostra città. Inutile elencarli tutti, mi soffermo sui temi della viabilità, sulla sicurezza e sulla movida che poi sono collegati tra di loro. Bisogna coniugare la grande opportunità dell’indotto commerciale con quello della sicurezza e della viabilità. Bisogna finire di completare i progetti che erano nel nostro cantiere, accedere ai fondi del PNRR e lotta polveri sottili e allo smog. Altro tema importante è la realizzazione di un incubatore di imprese, start-up nel settore industriale e bisogna tessere un grande rapporto con la grande realtà industriale che c’è sul nostro territorio. E’ necessario poi tenere un rapporto costante col mondo del commercio e con le associazioni del territorio, come i professionisti. Pomigliano annovera grandi professionalità che possono dare il loro contributo. Un altro punto importante sarà tenere buoni rapporti con i livelli sovra-territoriali, una filiera istituzionale con la città metropolitana, la Regione e il Governo


- La burocrazia è cambiata, molti sono andati in pensione, serve una scossa amministrativa. In che modo?


A mio avviso bisogna rendere agevole il rapporto tra il cittadino e la pubblica amministrazione, implementando la digitalizzazione dei servizi comunali, sportelli telematici. Con una burocrazia al passo coi tempi, Pomigliano deve sapere attrarre e recepire fondi nazionali ed europei. Questo passa attraverso una classe burocratica valorizzata e stimolata. Il personale deve recuperare l’entusiasmo di lavorare per la città. Io ricordo che nel decennio 2010-20 con Russo sindaco vi erano incontri settimanali per stabilire e fissare gli obiettivi che la politica aveva dato al personale amministrativo. Bisogna, dunque, ridare linfa alla macchina amministrativa che si sentiva parte delle strategie politiche della città.


- Quali qualità accorda a Lello Russo oltre la politica?


Oltre ad essere un ottimo amministratore, è un cavallo politico di razza. Dal punto di vista umano ha grande sensibilità, a volte esce fuori il suo carattere “fumantino”, ma non è così. E’ sicuramente un uomo dotato di grande autorevolezza, carisma e umanità. Lello Russo non ha mai perseguito la logica dei numeri scegliendo persone con più voti da mettersi intorno ma si è sempre ispirato a criteri di meritocrazia e ha sempre dato ruoli di responsabilità a persone che riteneva capaci.


Uno degli obiettivi di Lello Russo è formare una classe dirigente.


Credo che già nel decennio scorso sono emerse tante figure di rilievo da punto di vista politico-amministrativo e credo che in questa coalizione ci siano tutti gli elementi, compreso nella mia lista, che possano rappresentare anche in futuro una classe dirigente sulla scia di quello che ha fatto Lello Russo.


- Quale ruolo le piacerebbe interpretare dopo anni da capogruppo?


Ho sempre interpretato con umiltà il mio ruolo istituzionale, sono stato per 10 anni consigliere comunale e capogruppo con spirito di servizio, passione e responsabilità. Anche quando lo scontro con le opposizioni si accendeva non mi è mai mancato il garbo istituzionale verso l’avversario. Quale ruolo mi piacerebbe fare? Beh innanzitutto devo essere eletto, il mio ruolo si deciderà col gruppo a cui appartengo, Idee e Movimento

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