Le nozze gay dividono la Chiesa d'Inghilterra

27 aprile 2023

L'ala conservatrice della comunione anglicana ha deciso di non riconoscere più la Chiesa d'Inghilterra e l'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, per le sue posizioni vicine alla comunità gay

La Chiesa d'Inghilterra si spacca sui temi dell'omosessualità. I primati conservatori della comunione anglicana di tutto il mondo hanno deciso di non riconoscere più la Chiesa d'Inghilterra e l'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, come leader spirituale.


La ragione, spiega la rivista specializzata "Africa", è nella diversa posizione circa la benedizione delle persone membri di una coppia omosessuale.La frattura si consumata nel corso della quarta Conferenza globale sul futuro della Chiesa anglicana, che si è conclusa nei giorni scorsi nella capitale ruandese Kigali. La Dichiarazione di Kigali, con cui si annuncia la clamorosa decisione, riflette un ampio consenso tra i conservatori della Chiesa anglicana, la maggior parte dei quali proviene dall'Africa e dal Sud del mondo: "Non crediamo che l'arcivescovo di Canterbury o le altre istituzioni da lui dirette possano fornire orientamenti futuri coerenti con la fede, accettabili per coloro che sono impegnati nei principi di veridicità e chiarezza".

I primati criticano gli arcivescovi di Canterbury che si sono succeduti negli anni per non aver saputo preservare la fede "invitando a Lambeth", ovvero la residenza ufficiale dell'arcivescovo di Canterbury, "vescovi che hanno adottato o promosso pratiche contrarie alle Scritture".


Una posizione che sarebbe stata aggravata dall'attuale arcivescovo, Welby, colpevole di avere "accolto con favore la fornitura di risorse liturgiche per benedire pratiche non scritturali". Questo rende il suo ruolo di leader spirituale della Chiesa d'Inghilterra assolutamente indifendibile".


La Conferenza ha visto l'arcivescovo Ben Kwashi della Nigeria descrivere come "preoccupante per molti anglicani" la nuova decisione della Chiesa d'Inghilterra sui matrimoni civili, mentre l'arcivescovo Laurent Mbanda del Rwanda, il neoeletto presidente di Gafcon, ha detto che la Bibbia dovrebbe rimanere "il punto di riferimento". Il primate statunitense Foley Beach, presidente uscente del Gafcon, ha detto che l'arcivescovo Welby e i suoi vescovi devono rivolgersi alla preghiera: "Dobbiamo pentirci, riconnetterci con il cristianesimo e vivere secondo i precetti di Gesù Cristo".


La Chiesa d'Inghilterra, guidata dall'arcivescovo Welby, ha adottato per la prima volta le pratiche di benedizione per le coppie dello stesso sesso a febbraio, cosa che è stata aspramente criticata dai conservatori. Mentre Welby ha già riconosciuto l'esistenza di "profondi disaccordi" tra le diverse Chiese della Comunione anglicana, esortando le varie Chiese a sforzarsi di "camminare insieme", il comunicato di Kigali sottolinea che i conservatori anglicani respingono "la tesi secondo cui due dottrine contraddittorie possono essere entrambe rilevanti in termini di salvezza dell'anima".


I primati, che costituiscono l'85% degli anglicani nel mondo, hanno chiesto all'arcivescovo Welby di pentirsi "per aver allontanato la Chiesa d'Inghilterra dall'ortodossia biblica", evidenziando la perdita dello status di "primus inter pares" di Welby, ragion per cui non è più riconosciuto "come nostro leader spirituale", secondo quanto detto dall'arcivescovo Stephen Samuel Kaziimba Mugalu della Chiesa dell'Uganda. Di fronte all'attuale crisi, Gafcon ha detto di voler continuare a sostenere coloro che non sono disposti a rimanere all'interno della Chiesa d'Inghilterra nonostante i "fallimenti" dei suoi leader, impegnandosi a creare strutture di autorità alternative. Fonte Agi

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